Golden Cross: cos'è e come si legge sul grafico

Martin Krpenský Verificato dalla redazione
Pubblicato 11 min di lettura
Golden cross — la media mobile SMA 50 incrocia la SMA 200 al rialzo
Indice dell'articolo

Il Golden Cross è uno degli indicatori tecnici più seguiti sui mercati finanziari. È un segnale rialzista che nasce quando la media mobile di breve periodo taglia verso l’alto quella di lungo periodo. Può indicare un possibile passaggio da mercato ribassista a mercato rialzista.

La combinazione più usata è quella della media mobile semplice (SMA) a 50 giorni con quella a 200 giorni. Quando la media di breve taglia verso l’alto quella di lungo, si forma il cosiddetto Golden Cross. Una parte degli operatori calcola lo stesso incrocio sulle medie esponenziali (EMA): la differenza tra le due varianti la vediamo più sotto.

Quando compare un Golden Cross, molti investitori iniziano a comprare aspettandosi una salita prolungata. Si crea così un effetto valanga: più partecipanti al mercato reagiscono al Golden Cross comprando, più forte diventa il trend rialzista che ne segue. Il prezzo in crescita attira altri investitori che non vogliono restare fuori, e questo rafforza ancora la tendenza.

Preparazione tecnica per seguire il Golden Cross

Per seguire il Golden Cross serve prima di tutto impostare bene il grafico nella piattaforma di trading. Nella maggior parte delle app dei broker e delle piattaforme (TradingView, MetaTrader o xStation) le medie mobili si trovano nella sezione degli indicatori, spesso sotto la voce «Moving Average» oppure «EMA».

Per visualizzare il pattern Golden Cross vanno aggiunte due medie mobili esponenziali (EMA):

  • la prima con periodo di 50 giorni (media di breve periodo)
  • la seconda con periodo di 200 giorni (media di lungo periodo)

Nel grafico di esempio qui sotto le due medie sono già impostate: la linea verde è la EMA a 50 giorni (valore 14,00), la linea arancione la EMA a 200 giorni (valore 10,17). Conviene assegnare a ciascuna media un colore diverso, così il momento dell’incrocio si riconosce a colpo d’occhio.

Una volta impostate le due medie mobili si può iniziare a osservare come si muovono l’una rispetto all’altra e a cercare i potenziali segnali di Golden Cross. Quasi tutte le piattaforme permettono anche di impostare un avviso sull’incrocio delle medie, utile per non farsi sfuggire il momento.

SMA o EMA?

La definizione classica del golden cross lavora con la media mobile semplice (SMA), cioè la media aritmetica delle ultime 50 e 200 chiusure. È così che lo hanno impostato gli screener (StockCharts lo ha nella propria libreria di scansioni proprio come incrocio tra SMA 50 e SMA 200) ed è così che ne scrive la stampa finanziaria quando annuncia che un indice ha formato un golden cross.

La variante esponenziale (EMA), quella usata anche nel grafico qui sotto, è legittima — la insegna per esempio Fidelity — ma non è l’impostazione predefinita. La differenza pratica sta nel compromesso tra velocità e stabilità: la EMA dà più peso ai prezzi recenti, quindi il segnale arriva prima, però secondo Charles Schwab con questa impostazione capita più spesso di farsi buttare fuori dal mercato da una falsa rottura. La SMA ha un ritardo incorporato che smussa i movimenti, e per questo si adatta meglio a un segnale di lungo periodo come il 50/200.

Qualunque sia la scelta, vale la pena ricordare che si tratta sempre dello stesso segnale ritardato: il tipo di media non risolve il problema degli incroci falsi, sposta soltanto il rapporto tra rapidità e affidabilità.

Come riconoscere il Golden Cross sul grafico

Alla base dell’identificazione del Golden Cross ci sono due medie mobili, una di breve e una di lungo periodo. Nel grafico allegato delle azioni di Sofi Technologies (SOFI) le due medie sono rappresentate dalla linea verde per la EMA a 50 giorni e dalla linea arancione per la EMA a 200 giorni. Il momento decisivo è il loro incrocio.

Il Golden Cross vero e proprio si verifica nell’istante in cui la media di breve taglia verso l’alto quella di lungo. Nel nostro grafico è successo a settembre 2024 ed è evidenziato dal rettangolo verde con l’etichetta «Golden cross». Quel momento ha aperto una salita notevole, durante la quale il prezzo dell’azione è passato dall’area degli 8 USD a circa il doppio nei mesi successivi.

Grafico giornaliero dell’azione SOFI con le medie EMA 50 ed EMA 200 e il golden cross di settembre 2024 evidenziato Il golden cross è un indicatore tecnico che segnala il possibile inizio di una tendenza al rialzo su un’azione, quando la media mobile di breve periodo (per esempio a 50 giorni) taglia verso l’alto quella di lungo periodo (per esempio a 200 giorni).

Per riconoscere il Golden Cross sul grafico osserviamo:

  • la media mobile di breve periodo (EMA 50), sul grafico la linea verde

  • la media mobile di lungo periodo (EMA 200), sul grafico la linea arancione

  • sul grafico di SOFI si vede come a settembre 2024 la linea verde (EMA 50) tagli verso l’alto la linea arancione (EMA 200)

  • l’incrocio è evidenziato dal rettangolo verde con l’etichetta «Golden cross»

  • nella parte bassa del grafico si osserva un volume di scambi più alto nel periodo del Golden Cross

Conferma del Golden Cross

Per confermare la validità del segnale ci sono alcuni aspetti da controllare. Il primo è la pulizia dell’incrocio: le medie devono tagliarsi in modo netto, non limitarsi a sfiorarsi. Dopo l’incrocio dovrebbero cominciare ad allontanarsi l’una dall’altra, il che conferma la forza della nuova tendenza. Sul grafico di SOFI si vede come la linea verde (EMA 50) dopo l’incrocio si allontani davvero da quella arancione (EMA 200).

Volume degli scambi

Altrettanto importante è il volume degli scambi, che si legge nella parte bassa del grafico. Un volume più alto nel periodo del Golden Cross rende il segnale più credibile. Nel caso di SOFI si vede che al momento dell’incrocio delle medie l’attività di scambio è aumentata, e questo ha contribuito a confermare il segnale.

L’andamento successivo del grafico di SOFI mostra bene la forza del segnale. Dopo l’incrocio il prezzo ha iniziato a salire con regolarità, in una tendenza rialzista chiara. La media di breve (linea verde) è rimasta sopra quella di lungo (linea arancione), ulteriore conferma della solidità del trend.

Sei fattori per la conferma del golden cross: incrocio netto, volume, tendenza al rialzo, RSI, livelli di supporto e resistenza e sentiment di mercato Per riconoscere e confermare in modo affidabile il segnale del Golden Cross conviene tenere d’occhio diversi fattori.

Come mostra l’esempio di SOFI, riconoscere per tempo questo pattern può voler dire intercettare un movimento di prezzo importante. Resta però essenziale combinare sempre il segnale con altri indicatori e con un’analisi accurata dello strumento.

Utilizzo pratico nel trading

Per aumentare le probabilità di successo nel trading con il Golden Cross conviene affiancare al segnale altri indicatori. Si possono seguire per esempio:

  • l’RSI (Relative Strength Index) per confermare il momentum
  • i livelli di supporto e resistenza
  • le linee di tendenza
  • i pattern del grafico a candele

Il Golden Cross funziona meglio sui mercati liquidi e a maggiore capitalizzazione, come i principali indici azionari (S&P 500, NASDAQ), le azioni blue chip o le coppie valutarie più scambiate. L’orizzonte temporale per operare dopo un Golden Cross è di solito da medio a lungo, tipicamente nell’ordine dei mesi.

Il Golden Cross non riguarda soltanto i mercati azionari: questo pattern tecnico si può usare su tutti i principali mercati finanziari:

  • Forex (coppie valutarie), soprattutto le major come EUR/USD, GBP/USD, USD/JPY
  • Materie prime: oro, argento, petrolio, prodotti agricoli
  • Criptovalute: Bitcoin e le altre grandi criptovalute
  • Indici azionari: S&P 500, NASDAQ, DAX
  • Singole azioni, in particolare le blue chip ad alta liquidità

Su tutti questi mercati il Golden Cross può aiutare a individuare potenziali tendenze rialziste di lungo periodo. Grazie all’elevata liquidità degli strumenti principali fornisce segnali relativamente affidabili, che gli operatori combinano spesso con altri indicatori tecnici per confermare la tendenza.

Time frame del grafico per il Golden Cross

Il Golden Cross è un pattern relativamente raro: su una singola azione o su un indice può comparire anche solo una volta ogni diversi anni. Sull’S&P 500 la media di lungo periodo è di circa un golden cross ogni due anni: il servizio di analisi CXO Advisory ne ha contati 34 sui dati giornalieri dell’indice tra il gennaio 1950 e il maggio 2017, mentre Carson Group ne indica 36 dal 1950 al febbraio 2023. È quindi un segnale che, quando finalmente arriva, merita attenzione.

I time frame su cui seguire il Golden Cross:

  1. Grafico giornaliero (Daily): il più usato, offre segnali affidabili per operazioni di medio e lungo periodo
  2. Grafico settimanale (Weekly): serve a individuare le tendenze di lungo periodo davvero solide, i segnali sono più rari ma spesso più affidabili
  3. Grafico a 4 ore (4H): adatto a operazioni di più breve respiro, genera però più segnali falsi
  4. Grafico orario (1H): poco indicato, produce molto rumore e molti segnali falsi

Per la maggior parte degli investitori la scelta migliore è seguire il Golden Cross sul grafico giornaliero, dove le EMA a 50 e a 200 giorni danno i segnali più affidabili. Il grafico settimanale può servire come conferma aggiuntiva della tendenza, mentre i time frame più brevi si prestano più a calibrare l’ingresso in posizione che a individuare il segnale.

Più corto è il time frame scelto, più segnali falsi ci si deve aspettare. Per questo la maggior parte degli investitori di lungo periodo preferisce il grafico giornaliero o settimanale per seguire questo pattern.

Rischi, limiti e segnali falsi

Nell’analisi tecnica capita di incontrare anche golden cross falsi, che possono portare a decisioni di trading sbagliate. Succede tipicamente nelle fasi di alta volatilità o durante un movimento laterale. Per ridurre al minimo i segnali falsi conviene osservare altri fattori di conferma, come un volume di scambi in aumento, il prezzo sopra i livelli di supporto e resistenza più importanti e il sentiment generale del mercato.

Nonostante la sua popolarità, il Golden Cross non è un indicatore infallibile. Il limite principale è che si tratta di un indicatore ritardato: il segnale arriva dopo che la tendenza ha già iniziato a cambiare. In condizioni di mercato che cambiano in fretta, questo scarto temporale può pesare.

Che cosa è successo davvero dopo il segnale

La storia del golden cross a prima vista sembra buona. CXO Advisory ha calcolato che sei mesi dopo il segnale l’S&P 500 era in media più alto del 6,4 % ed era in positivo nel 79 % dei casi; Carson Group riporta che a un anno dal segnale l’indice era più alto in circa il 78 % dei casi, con un guadagno medio del 10,7 %. Solo che l’indice di per sé cresce nel lungo periodo a ritmo di doppia cifra, quindi la differenza rispetto a un anno qualsiasi è più piccola di quanto i numeri lascino intendere.

Ancora più interessante è il segnale opposto. Il death cross, cioè l’incrocio verso il basso, non è un avviso affidabile di crollo in arrivo. Reuters, con i dati LSEG, ha calcolato che nel 54 % degli ultimi 24 death cross il segnale è arrivato dopo che l’indice aveva già toccato il fondo della discesa: il peggio era quindi alle spalle. Nel restante 46 % dei casi il calo è invece proseguito, in media di un altro 19 %; dopo i death cross del 1981, del 2000 e del 2007 l’indice è sceso ancora del 21 %, del 45 % e del 55 %. Sul breve periodo il risultato è praticamente casuale: secondo l’analisi di Bank of America su quasi cento anni di dati, venti giorni dopo un death cross l’indice era più basso nel 52 % dei casi e trenta giorni dopo era invece più alto nel 60 % dei casi.

Dal lato accademico il quadro è altrettanto sobrio. Lo studio di Valeriy Zakamulin pubblicato su International Review of Finance (2018) ha mostrato che i risultati entusiastici delle prime ricerche sul trading con le medie mobili poggiavano su un errore nella simulazione, e che una volta corretto una strategia del genere risulta nel migliore dei casi marginalmente superiore al semplice mantenimento dell’indice, oltre che statisticamente indistinguibile da esso.

La conclusione pratica non è che il golden cross non serva a niente, piuttosto che descrive ciò che è già accaduto e non prevede quello che accadrà. Come filtro di tendenza ha senso, come segnale d’acquisto a sé stante no.

Il Golden Cross fallisce più spesso:

  • nelle fasi di alta volatilità di mercato
  • durante i movimenti laterali
  • in caso di eventi di mercato inattesi
  • quando il mercato non ha liquidità sufficiente

Per questo non va sottovalutata la gestione del rischio e del capitale. Ogni operazione dovrebbe avere uno stop-loss fissato in anticipo, nel caso il segnale si riveli falso. Il Golden Cross è quindi uno strumento forte dell’analisi tecnica, ma non infallibile. La sua vera utilità sta nell’uso insieme ad altri strumenti di analisi e in una gestione del rischio rigorosa. Un trader esperto ne conosce i limiti e lo usa come uno dei tanti strumenti della propria strategia.

Commenti

I commenti vengono pubblicati dopo l'approvazione.

Ancora nessun commento. Scrivi il primo.

Salviamo solo il nickname e il testo — nessuna e-mail, nessun indirizzo IP. Informativa sulla privacy