La media mobile (in inglese moving average, MA) è un indicatore molto usato e trova ampio impiego nell’analisi tecnica, dove aiuta a stabilire la direzione del trend. Si tratta di un indicatore di tendenza, o ritardato, perché si basa sui prezzi passati.
La moving average (media mobile) è semplicemente un modo per stimare il futuro andamento al rialzo oppure al ribasso. L’uso più comune delle medie mobili è determinare la direzione del trend e cercare i livelli di supporto e resistenza (si usa soprattutto sul forex, sulle materie prime, sulle azioni e sugli indici).
Che cos’è la media mobile
Probabilmente siamo d’accordo sul fatto che alla maggior parte delle persone la matematica non piace troppo. Insegna un mucchio di cose complicate che nella vita reale trovano difficilmente un impiego. Esistono però cose che ci possono aiutare.
La media mobile ne è un esempio. Grazie ai computer disegnarla è questione di pochi secondi. Dietro a questo procedimento semplice si nasconde però il calcolo della media di una serie di numeri. Non è nulla di difficile, ma chi ha il tempo per farlo, vero?
- La media mobile è quindi il prezzo medio, o un altro valore dei dati, riportato nel corso del tempo.
- Si chiama mobile perché viene ricalcolata in ogni punto successivo del tempo. Le medie mobili si usano nell’analisi tecnica e il risultato è una linea che smussa le oscillazioni del prezzo dell’attività che stiamo misurando.
Prendiamo come esempio uno dei parametri più usati della media mobile: il numero 100.
- Significa che, nel dato intervallo temporale, entrano nel calcolo le ultime 100 registrazioni (candele) e da queste si calcola il valore medio.
- Quando l’ultima candela si chiude e se ne apre una nuova, la prima candela della serie viene rimossa e si calcola una nuova media.
- Questo processo si ripete di continuo e i valori medi calcolati vengono mostrati sotto forma della curva che vediamo sullo schermo.
Tipi di medie mobili
Le due medie mobili di base e di uso comune sono la media mobile semplice (nelle piattaforme indicata come SMA), che prende tutti i prezzi della sua finestra con lo stesso peso, e la media mobile esponenziale (EMA), che dà più peso ai prezzi recenti.
Media mobile classica vs esponenziale:
- Si tratta dei due metodi di calcolo di base. Nella media mobile classica entrano nel calcolo tutti i valori con lo stesso peso. In quella esponenziale hanno più peso le ultime candele della serie.
- In pratica significa che, se avviene un brusco cambio di direzione, la media mobile esponenziale reagisce prima. La rapidità di questa reazione dipende dall’impostazione del periodo per il quale la disegniamo. Più alto è il periodo, maggiore è il ritardo.
- Arriviamo così al più grande svantaggio delle medie mobili, ma anche di altri indicatori. Il loro utilizzo è complicato dal ritardo. A questo va adattato il modo di usarle. Non ci dicono che si tratta di un nuovo trend. Confermano solo che è già successo…
Media mobile semplice (SMA)
La media degli ultimi n valori della serie storica. La media mobile a dieci giorni è il prezzo medio di chiusura degli ultimi dieci giorni. Più grande è n, più forte è lo smussamento e più la linea risulta spostata rispetto ai dati originali.
Ogni prezzo nella finestra ha peso 1/n, quindi in una SMA a dieci giorni il dieci per cento, che sia il prezzo di ieri o un prezzo vecchio di dieci giorni. I prezzi fuori dalla finestra hanno peso zero. Da qui deriva la proprietà chiamata effetto drop-off. A ogni scorrimento della finestra il valore più vecchio esce e la media si muove, anche se il prezzo di oggi non è cambiato affatto.
Media mobile ponderata (WMA)
I pesi calano in modo lineare. Il prezzo più recente ha peso n, quello precedente n −1, e così via fino al più vecchio con peso 1. La somma viene poi divisa per il numero triangolare n(n+1)/2, quindi per una media a cinque giorni 5 + 4 + 3 + 2 + 1 = 15.
Per la WMA a cinque giorni i pesi risultano 33,3 %, 26,7 %, 20,0 %, 13,3 % e 6,7 %. Al movimento recente reagisce quindi meglio della SMA. Questo calo lineare è al tempo stesso la differenza rispetto alla EMA, dove i pesi calano in modo geometrico.
Media mobile esponenziale (EMA)
I pesi calano in modo geometrico e il calcolo è ricorsivo, a partire dal valore precedente:
EMA = α × prezzo + (1 − α) × EMA precedente
Il coefficiente α si ricava dal periodo con la relazione α = 2 / (n + 1). Una EMA a dieci giorni ha quindi α ≈ 0,18.
La notazione più vecchia usa direttamente la percentuale al posto del periodo. «EMA al dieci per cento» significa α = 0,10, che corrisponde a un periodo di diciannove giorni, e ogni giorno più vecchio ha il novanta per cento del peso del giorno immediatamente più recente: 10 %, 9 %, 8,1 %, 7,3 % e così via. I pesi non scendono però mai esattamente a zero. La EMA ha memoria infinita e gli ultimi n periodi portano al suo interno circa l’86,5 % del peso complessivo. Per questo i valori della EMA all’inizio della serie differiscono tra le piattaforme, a seconda di come hanno inizializzato il calcolo.

Tre medie mobili con lo stesso periodo sullo stesso prezzo. La WMA resta più vicina al prezzo, la SMA più lontana, la EMA sta in mezzo. Dati: Yahoo Finance.

Come le tre medie si dividono il peso tra gli ultimi dieci prezzi. La SMA dà a ciascuno lo stesso dieci per cento, la WMA cala in modo lineare, la EMA in modo geometrico. Nella EMA gli ultimi dieci periodi portano solo l’86,5 % del peso, il resto resta nei dati più vecchi.
Quanto ritarda la media mobile
Il ritardo non è una questione di sensazioni, si può calcolare come baricentro dei pesi, cioè l’età media dei dati di cui la media è composta:
- SMA(n): (n − 1) / 2 periodi
- WMA(n): (n − 1) / 3 periodi
- EMA(α): (1 − α) / α periodi
Qui serve una precisazione, perché quasi ovunque si fa confusione. Sostituendo lo standard α = 2/(n+1), per la EMA viene esattamente (n − 1) / 2, cioè lo stesso ritardo della SMA di pari lunghezza. Una SMA a duecento giorni e una EMA a duecento giorni hanno entrambe il baricentro a 99,5 giorni nel passato.
Perché allora la EMA sembra più veloce? Perché all’ultimo giorno assegna un peso di 2/(n+1) contro 1/n della SMA, quindi all’incirca il doppio, e non ha l’effetto drop-off. A un salto del prezzo reagisce perciò più forte all’inizio. Un ritardo minore a parità di lunghezza lo offre solo la WMA con il suo terzo.
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Come si usano le medie mobili
Come già detto, la media mobile serve soprattutto a determinare la direzione del trend dell’attività osservata.
Le medie mobili restano indietro rispetto al prezzo attuale dell’attività, perché partono dai prezzi passati. Più lungo è il periodo temporale della media mobile, maggiore è quindi il ritardo. Perciò la media mobile a 200 giorni avrà un ritardo molto maggiore della media mobile a 20 giorni, perché contiene i prezzi dell’attività degli ultimi 200 giorni.
L’uso della media mobile a (20 - 50 - 200) giorni dipende soprattutto dagli obiettivi di trading del singolo trader. Le medie mobili più corte si usano per il trading di breve periodo, quelle più lunghe soprattutto per gli investitori di lungo periodo, che tengono le attività scelte (il cosiddetto hodl) e non operano su base giornaliera.
Le medie a 50 e a 200 giorni sono le più seguite da trader e investitori e le rotture del prezzo sopra o sotto di esse vengono prese come segnale operativo. L’incrocio della media a cinquanta giorni sopra quella a duecento si chiama croce d’oro, l’incrocio opposto è la croce della morte. Le analizziamo in dettaglio nell’articolo sul golden cross.

La croce d’oro sull’indice S&P 500 del 1° luglio 2025 vista da vicino. La media a cinquanta giorni taglia quella a duecento solo nel momento in cui il prezzo sale già da diversi mesi. Il ritardo nella pratica ha esattamente questo aspetto. Dati: Yahoo Finance.
Sulla loro affidabilità conviene però ragionare con freddezza. Brock, Lakonishok e LeBaron hanno pubblicato nel 1992 sul Journal of Finance uno studio in cui le regole basate sulle medie mobili applicate all’indice Dow Jones tra il 1897 e il 1986 funzionavano. Sullivan, Timmermann e White nel 1999 hanno poi ampliato l’insieme testato a 7 846 regole e hanno usato un test statistico che tiene conto di quante regole sono state passate al setaccio. La regola migliore dello studio originale, fuori campione, negli anni dal 1987 al 1996 ha reso l’8,63 % annuo con un p-value di 0,154, cioè un risultato indistinguibile dal caso.
Il numero 200, inoltre, non è ottimizzato, è una convenzione. Faber nel suo studio scrive lui stesso che in modo simile funzionavano le medie da tre a dodici mesi, quindi la lunghezza esatta non conta più di tanto.
Non dimenticate che le medie mobili sono solo uno dei tanti indicatori che ci aiutano a stabilire la direzione del prossimo movimento della nostra attività sottostante e che quindi dipende da molti altri fattori.
La media mobile dentro altri indicatori
Chi capisce la media mobile capisce anche la maggior parte degli indicatori che conosce con un altro nome:
- Il MACD è la differenza tra la EMA a dodici giorni e quella a ventisei giorni, con l’aggiunta di una EMA a nove giorni come linea del segnale. È quindi una misura della distanza tra due medie mobili.
- Le bande di Bollinger sono una media mobile a venti giorni più o meno due deviazioni standard.
- L’RSI calcola il rapporto tra il guadagno medio e la perdita media, entrambi smussati.
- L’ATR è la media smussata del true range e si usa per impostare lo stop loss e la dimensione della posizione.
Lo smussamento in RSI e ATR ha una particolarità: Wilder vi usa il coefficiente α = 1/n, che corrisponde a una EMA con periodo 2n − 1. L’RSI a quattordici giorni lavora quindi al suo interno con una EMA a ventisette giorni, non a quattordici come spesso si scrive.
Strategie di trading
Esiste una quantità enorme di strategie basate sulle medie mobili. Che si tratti di incroci tra due o più medie mobili con parametri diversi, di incroci con la curva del prezzo o di un utilizzo del tutto differente. Tenete sempre presente che la media mobile è «solo» una funzione del prezzo e del tempo e perciò non ci dice nulla di più del grafico stesso.
Se però viene capita e usata bene, può semplificare e rendere più leggibile il nostro trading quotidiano.