Se seguite le notizie finanziarie, quasi certamente vi siete imbattuti nel termine pre-market — in una frase del tipo «le azioni Nvidia salgono del 4% nel pre-market». Com’è possibile, se la borsa non ha ancora aperto?
L’idea diffusa che le azioni si possano negoziare solo durante gli orari ufficiali semplicemente non è vera. I prezzi si muovono anche fuori, e il pre-market è una delle finestre in cui questo accade. Vediamo che cosa significa esattamente, perché conta e come lavorarci.
Che cos’è il pre-market
Il pre-market è il periodo precedente all’apertura ufficiale della borsa. Sui mercati americani (NYSE, Nasdaq) la negoziazione ordinaria inizia alle 9:30 ora della costa orientale. Il pre-market però gira già dalle 4:00, anche se la maggior parte dell’attività si concentra nelle ultime due ore prima dell’apertura, cioè dalle 8:00 alle 9:30.
Durante il pre-market le azioni vengono davvero scambiate: non si tratta di una stima o di una proiezione. Sono operazioni reali tra compratori e venditori. La differenza rispetto agli orari ordinari sta nel volume, decisamente più basso, il che significa minore liquidità e oscillazioni di prezzo potenzialmente maggiori.
Perché i prezzi si muovono fuori dagli orari di negoziazione
Il mondo non si ferma quando la borsa chiude. Le aziende pubblicano i risultati, le banche centrali annunciano decisioni, gli eventi geopolitici accadono a qualsiasi ora del giorno e della notte. Tutto questo influenza il valore delle azioni, e gli investitori vogliono reagire subito, non la mattina dopo alla campanella.
La negoziazione pre-market passa dalle cosiddette reti ECN (Electronic Communication Networks), che abbinano gli ordini di acquisto e vendita fuori dal sistema di borsa ordinario. Allo stesso modo funziona l’after-hours — la negoziazione dopo la chiusura, tipicamente dalle 16:00 alle 20:00 ora della costa orientale.
L’intera giornata di borsa in ora di New York. La seduta ordinaria ne è solo il terzo centrale.
Un ruolo importante lo hanno anche i futures sugli indici azionari (S&P 500, Nasdaq 100, Dow Jones). I futures si scambiano quasi ininterrottamente, dalla domenica sera al venerdì, e il loro movimento indica in che direzione il mercato aprirà con ogni probabilità. Quando sentite che «i futures sull’S&P sono in rialzo», significa che il mercato si attende un’apertura positiva.
A che cosa serve il pre-market
Il prezzo del pre-market non è solo una curiosità per appassionati di finanza. Ha un significato del tutto pratico per chiunque operi o investa. Aiuta a valutare l’umore del mercato e la propensione al rischio prima che parta la negoziazione ordinaria, e questa è un’informazione che può orientare la vostra decisione.
Immaginate una situazione tipica. Dopo la chiusura una società pubblica risultati trimestrali nettamente superiori alle attese degli analisti. I ricavi crescono, l’utile è sopra le previsioni, la società alza la guidance per il trimestre successivo. Nell’after-hours il titolo salta subito di diversi punti percentuali. La mattina, nel pre-market, il movimento prosegue e il titolo sta l’8% sopra il livello del giorno prima. Per un investitore che stava valutando un acquisto è un’informazione decisiva: all’apertura il prezzo sarà con ogni probabilità altrove rispetto alla chiusura di ieri. Può decidere se comprare più caro, aspettare un eventuale ritracciamento, o lasciar perdere del tutto.
Funziona ovviamente anche al contrario. Se una società delude — ricavi più bassi, guidance tagliata, perdita di un cliente chiave — il prezzo del pre-market lo riflette immediatamente. Chi detiene il titolo vede già prima dell’apertura quanto è ampio il calo e può prepararsi.
Il pre-market non è utile solo sui singoli titoli. Quando tutto il mercato, cioè la maggior parte delle grandi capitalizzazioni, mostra rosso nel pre-market, può segnalare una propensione al rischio bassa in modo diffuso. In queste situazioni di solito si rafforzano i beni rifugio: dollaro americano, titoli di Stato, oro. Un pre-market verde su tutta la linea suggerisce invece ottimismo e disponibilità a prendersi più rischio.
A che cosa fare attenzione
La negoziazione pre-market ha diverse particolarità che dovrebbe conoscere chiunque voglia usarla attivamente o basarci le proprie decisioni:
| Caratteristica | Orario ordinario | Pre-market |
|---|---|---|
| Volume | Alto | Decisamente più basso |
| Spread | Stretti | Più larghi |
| Oscillazioni di prezzo | Di solito più regolari | Possono essere brusche e imprevedibili |
| Disponibilità | Tutti i broker | Non tutti i broker lo consentono |
| Tipi di ordine | Tutti | Spesso solo ordini con limite |
Il volume basso è il fattore decisivo. Significa che un numero relativamente piccolo di operazioni può spostare il prezzo in modo sensibile verso l’alto o verso il basso. Può quindi succedere che un titolo voli del 5% nel pre-market, ma che dopo l’apertura, quando entra la maggior parte degli operatori, il prezzo rientri rapidamente. Il prezzo di pre-apertura indica una direzione, non la garantisce.
Pre-market e stagione delle trimestrali, quando conta di più
C’è un periodo in cui il pre-market diventa particolarmente interessante, ed è la cosiddetta earnings season, la stagione di pubblicazione dei risultati trimestrali. Negli Stati Uniti ricorre quattro volte l’anno, circa un mese dopo la fine di ciascun trimestre, e nel giro di alcune settimane pubblicano centinaia di società.
La maggior parte delle grandi aziende pubblica o dopo la chiusura o la mattina presto prima dell’apertura. Il motivo è pratico: vogliono dare al mercato il tempo di digerire i numeri prima che parta la negoziazione ordinaria. In pratica però significa che proprio nel pre-market e nell’after-hours avvengono i movimenti di prezzo più drammatici dell’intero trimestre.
Lo scenario tipico è questo: la società comunica dopo la chiusura numeri nettamente sopra o sotto le attese. Nell’after-hours il titolo reagisce subito — un movimento del 5, 10, a volte anche 20% non è nulla di insolito. Durante la notte la notizia si diffonde, gli analisti aggiornano i modelli, e la mattina nel pre-market il prezzo continua ad assestarsi. Spesso il movimento maggiore avviene proprio in queste ore straordinarie, e all’apertura la partita è già decisa.
Per gli investitori che tengono il titolo attraverso la trimestrale, seguire il pre-market è praticamente una necessità. Mostra come il mercato interpreta i risultati e dà il tempo di preparare una strategia, che si tratti di vendere, incrementare o semplicemente calmarsi e lasciar correre la posizione.
Ma non sono solo le singole trimestrali a muovere il pre-market. Contano anche i dati macroeconomici, che negli Stati Uniti escono tipicamente alle 8:30 ora della costa orientale, un’ora prima dell’apertura. Tra i più rilevanti ci sono gli NFP (dati mensili sull’occupazione), il CPI (indice dei prezzi al consumo), il PPI (prezzi alla produzione) o i dati sul PIL. Tutti questi numeri possono muovere nel pre-market non solo i singoli titoli ma l’intero mercato in un colpo solo. Seguire il calendario economico è quindi parte integrante della preparazione a ogni giornata di trading.
Dove e come si può operare nel pre-market
Non tutti i broker consentono di operare fuori dagli orari ordinari. Dipende dal fornitore che usate e dagli strumenti che offre. Alcuni broker non supportano affatto il pre-market, altri lo offrono su titoli selezionati, e solo alcuni su un’ampia gamma di azioni.
Uno dei broker che offrono attivamente la negoziazione pre-market è eToro. La piattaforma consente di operare su una selezione di grandi azioni americane nelle ore estese, pre-market incluso. Gli ordini pre-market si possono impostare in qualsiasi momento, ma l’esecuzione avviene nella fascia tra le 6:30 e le 9:30 ora della costa orientale. Gli strumenti destinati alla negoziazione estesa si riconoscono dal suffisso «.EXT» nel nome. Su eToro la negoziazione nelle ore estese avviene sotto forma di CFD — contratti per differenza — con leva finanziaria, il che consente di entrare con meno capitale ma allo stesso tempo aumenta il rischio. Maggiori dettagli sulla piattaforma e sulle sue condizioni nella nostra recensione di eToro.
Se state solo valutando il pre-market, consigliamo di partire da un conto demo. La maggior parte dei broker che offrono le ore estese permette di provarle a vuoto, ed è un primo passo ragionevole. Un ambiente a bassa liquidità si comporta diversamente da quello a cui siete abituati negli orari ordinari, e qualche operazione sulla carta vi mostrerà se questo stile fa per voi.
eToro è una piattaforma di investimento multi-asset. Il valore dei tuoi investimenti può aumentare o diminuire. Il tuo capitale è a rischio.
Domande frequenti
Posso operare nel pre-market con il mio broker? Dipende dal broker. Alcuni lo consentono, altri no. Se vi interessa, verificate le condizioni presso il vostro fornitore. La maggior parte dei broker che supportano il pre-market richiede ordini con limite: gli ordini a mercato in questa fase di solito non sono disponibili.
Qual è la differenza tra pre-market e after-hours? Il pre-market si svolge prima dell’apertura (tipicamente 4:00 – 9:30 ora della costa orientale), l’after-hours dopo la chiusura (16:00 – 20:00). Entrambi funzionano sullo stesso principio: liquidità minore, spread più larghi, negoziazione tramite reti ECN.
Il prezzo del pre-market è un indicatore affidabile? Mostra l’umore e la prima reazione alle notizie, ma il volume basso fa sì che dopo l’apertura il prezzo possa cambiare sensibilmente. Prendetelo come un segnale orientativo, non come una garanzia.
Che cosa sono i futures e come si legano al pre-market? I futures sugli indici azionari (S&P 500, Nasdaq) si scambiano quasi ininterrottamente e mostrano la direzione attesa del mercato. Il loro movimento prima dell’apertura è uno dei principali indizi per stimare come partirà la seduta.
Gli strumenti finanziari comportano rischi. Investite responsabilmente. Questo articolo non costituisce consulenza in materia di investimenti.