Le bandiere rialziste e ribassiste sono figure grafiche dell’analisi tecnica che compaiono spesso sui grafici di prezzo degli strumenti finanziari, dalle azioni alle coppie forex fino alle materie prime. Vengono considerate pattern di continuazione, il che significa che segnalano una probabile ripresa del trend in corso una volta esaurita la breve correzione.
Nelle descrizioni della bandiera manca quasi sempre l’asta, cioè lo slancio ripido che precede la correzione. Senza quella la figura non ha senso.
Senza asta non è una bandiera
L’asta è quel movimento ripido, quasi rettilineo, che precede la correzione. Thomas Bulkowski, autore di Encyclopedia of Chart Patterns, nelle sue regole di identificazione lo scrive senza giri di parole. Chi non ha uno scatto di prezzo rettilineo non ha una bandiera. StockCharts lo formula allo stesso modo, bandiere e gagliardetti devono essere preceduti da un rialzo o da un crollo ripido.
Dall’asta si calcola anche l’obiettivo.
La seconda cosa che le descrizioni tralasciano è il tempo. La bandiera è una figura di breve periodo e il confine sono tre settimane. Quello che dura di più Bulkowski lo classifica come rettangolo o canale. Ammette lui stesso che quel confine è una convenzione, ma tutto il suo database la rispetta, quindi i numeri qui sotto valgono per figure entro le tre settimane.
Conta anche come la bandiera è fatta. Bulkowski preferisce una figura compatta a quella in cui il prezzo vaga, esce dai bordi e lascia dentro spazi vuoti.
Bandiera rialzista
La bandiera rialzista è una figura che compare durante un trend al rialzo. È formata da una linea di tendenza discendente, orientata contro la direzione del trend. Questa linea funziona da correzione tecnica del prezzo. Alla fine della correzione ci si aspetta che il trend rialzista originario riprenda e prosegua.
L’inclinazione contro il trend è la forma preferita, non una condizione. Bulkowski riporta che i risultati migliori arrivano proprio con un trend d’ingresso al rialzo e una bandiera inclinata verso il basso, ma anche una bandiera orizzontale resta una bandiera.

Schema della bandiera rialzista. ① asta, lo slancio ripido prima della correzione. ② bandiera, due rette parallele inclinate contro il trend. ③ rottura della linea superiore. ④ obiettivo misurato, cioè l’altezza dell’asta riportata verso l’alto a partire dal minimo della bandiera. I due segmenti arancioni hanno la stessa lunghezza. Fonte: elaborazione propria.
Bandiera ribassista
La bandiera ribassista è una figura che compare durante un trend al ribasso. È formata da una linea di tendenza ascendente, orientata contro la direzione del trend. Questa linea funziona da correzione tecnica del prezzo. Alla fine della correzione ci si aspetta che il trend ribassista originario riprenda.

Schema della bandiera ribassista, il caso speculare. ① l’asta punta verso il basso. ② la correzione sale tra due rette parallele. ③ rottura della linea inferiore. ④ obiettivo, cioè l’altezza dell’asta sottratta al bordo superiore della bandiera. Fonte: elaborazione propria.
Come si usa
Queste figure compaiono nei trend forti. Non sono però figure di inversione, le bandiere confermano il trend, in sostanza sono movimenti correttivi al suo interno. Il nome viene dalla forma che disegnano sul grafico. In un uptrend può comparire una breve correzione al ribasso. Il prezzo scende per poco tempo, nonostante il trend rialzista complessivo.
Unendo i massimi di questa correzione si traccia una linea discendente. Unendo i minimi se ne ottiene una seconda, parallela alla prima. La figura è confermata dalla rottura della linea superiore. Si opera con l’ingresso in posizione long.
In un downtrend compaiono invece correzioni al rialzo. La bandiera si forma di nuovo tra le congiungenti parallele di massimi e minimi. Stavolta però la conferma arriva dalla rottura della linea inferiore. Si opera con l’ingresso in posizione short.
Per rottura si intende un prezzo di chiusura oltre la linea, non l’ombra che si limita ad attraversarla. Bulkowski misura così le sue statistiche, quindi chi vuole usare i suoi numeri deve contare allo stesso modo. Per la bandiera non è pubblicata la differenza misurata tra ingresso sull’ombra e ingresso sulla chiusura, è una scelta fatta per confrontabilità.

Come appare la bandiera su un grafico a candele. È un esempio disegnato della forma, non la registrazione di un mercato reale, per questo non ci trovate né ticker né prezzi. ① asta con volume alto. ② otto candele di correzione dentro un canale discendente, il volume cala. ③ primo prezzo di chiusura sopra la linea superiore. ④ obiettivo misurato. ⑤ volume nel giorno della rottura. Fonte: elaborazione propria.
Volume
Dentro la bandiera il volume di solito cala. Bulkowski lo ha misurato in circa tre casi su quattro, per la precisione dal 74 al 77% delle figure a seconda della direzione della rottura. È una proprietà descrittiva della figura, non una condizione che il setup debba soddisfare.
Con l’esplosione di volume alla rottura le cose stanno diversamente da come si legge di solito. La letteratura classica la raccomanda come conferma, ma Bulkowski nel suo studio sul volume alla rottura la bandiera normale non l’ha proprio inclusa, quindi per essa non pubblica alcuna preferenza. Su una figura affine, di cui si parla più sotto, il risultato è uscito addirittura opposto.
I numeri che la figura regge
Tutti i numeri qui sotto vengono dal database di Bulkowski aggiornato ad agosto 2020.
| dato | al rialzo | al ribasso |
|---|---|---|
| quota di rotture in questa direzione | 60% | 40% |
| non arriva nemmeno al pareggio | 44% | 45% |
| movimento medio dopo la rottura | 9% | 8% |
| obiettivo dell’altezza dell’asta raggiunto | 46% | 46% |
Vanno aggiunte due precisazioni. Primo, quel 44% nella bandiera si misura in modo diverso rispetto alle altre figure, a partire da un’oscillazione di prezzo di breve periodo e non fino al massimo finale. Confrontarlo direttamente con il tasso di fallimento del testa e spalle non si può. Secondo, la quota del 60% di rotture al rialzo vale per tutte le bandiere, a prescindere dalla direzione del trend d’ingresso. Il numero della continuazione contrapposta all’inversione Bulkowski non lo pubblica e ricavarlo per calcolo non è possibile.
Nella sua classifica delle figure la bandiera non ha alcuna posizione, proprio per il diverso metodo di misurazione.
Bandiera, gagliardetto o cuneo
Confonderle è facile e sul cuneo costa soldi, perché si opera dalla parte opposta.
| figura | linee | durata | rottura tipica |
|---|---|---|---|
| Bandiera | parallele | fino a 3 settimane | al rialzo 60% |
| Gagliardetto | convergenti | fino a 3 settimane | al rialzo 57% |
| Cuneo discendente | convergenti | da 3 settimane | al rialzo 68% |
| Cuneo ascendente | convergenti | da 3 settimane | al ribasso 60% |
La bandiera ribassista, cioè un canale ascendente parallelo, somiglia quasi in tutto al cuneo ascendente. Quello però in un uptrend rompe al ribasso nel 60% dei casi.
La bandiera dopo uno scatto del cento per cento è un’altra figura. Quando il prezzo cresce di oltre il 90% in meno di due mesi e poi consolida, Bulkowski parla di high and tight flag e la tratta come pattern autonomo con numeri propri, un rialzo medio del 39% e un fallimento del 15%. Quei numeri alla bandiera normale non si possono applicare e scambiarli è l’errore più frequente nei testi su questo tema.
Dove mettere lo stop e dove l’obiettivo
L’obiettivo si calcola dall’altezza dell’asta. Nella bandiera rialzista quell’altezza si somma al minimo della bandiera, non al punto di rottura, in quella ribassista si sottrae dal bordo superiore. Si realizza all’incirca nella metà dei casi, quindi prenderlo per tutta la posizione è azzardato.
Lo stop va sotto la figura, ma c’è differenza tra il minimo della bandiera e la linea inferiore. Il minimo è un livello fisso, la linea inferiore è obliqua e si sposta nel tempo. Uno studio pubblicato sul posizionamento degli stop, che Bulkowski ha condotto su triangoli ascendenti, doppi minimi e rettangoli, ha trovato che uno stop stretto pochi centesimi sotto il minimo del giorno della rottura viene colpito nel 61,5% dei casi con una perdita media del 2,19%, mentre uno stop largo sotto il minimo a dieci giorni viene colpito solo nel 14,9% dei casi con una perdita del 7,53%. Le bandiere nel campione non c’erano, quindi è un’indicazione, non una misurazione su questa figura.
L’alternativa è uno stop derivato dalla volatilità. Bulkowski cita per questo il metodo di Kaufman, cioè l’escursione media giornaliera su 22 barre moltiplicata per due e sottratta all’ultimo minimo. Quando il minimo della bandiera è più vicino del normale rumore giornaliero, uno stop stretto vi butta fuori prima che possa succedere qualcosa. Il lavoro con gli stop lo approfondiamo nell’articolo sul trailing stop dinamico.
Mettete in conto che una posizione appena aperta di norma torna prima indietro verso il bordo della figura. Su tutti i tipi di figure Bulkowski ha misurato un ritorno del genere nel 58% dei casi, con una durata media di dieci giorni. Il numero specifico per la bandiera normale non è pubblicato.
Sul forex e nelle cripto è diverso
Il forex è un mercato over the counter, dove le operazioni non confluiscono in un unico registro centrale, quindi un volume complessivo non esiste. Quello che la maggior parte delle piattaforme disegna come volume è il tick volume, cioè il numero di tick dal feed di un singolo broker. MetaTrader del resto lo distingue da solo, ha separati tick_volume e real_volume. La condizione sul volume calante sulle valute non si verifica quindi con la stessa grandezza.
Nelle cripto il problema è un altro. Secondo uno studio pubblicato su Management Science nel 2023, sulle borse non regolamentate il wash trading rappresenta in media oltre il 70% del volume dichiarato. Il filtro sul volume lì non ha senso e resta solo la struttura del prezzo.
I numeri di Bulkowski provengono da un database di azioni su dati giornalieri. Una statistica comparabile sulle bandiere per il forex, per le cripto o per i grafici intraday non è pubblicata. Chi opera le bandiere sul grafico a quindici minuti di una coppia valutaria non ha per farlo nessuna misurazione, solo un’analogia.