Negli ultimi anni i mercati azionari cinesi sono diventati più interessanti per gli investitori internazionali, soprattutto grazie alla crescita dell’economia del paese e all’ampliarsi dei suoi rapporti commerciali. In questo quadro gli ETF focalizzati sulla Cina appaiono un modo ragionevole per diversificare un portafoglio.
Nella scelta dell’ETF cinese giusto pesa anche il livello dei costi. Questo testo guarda a come trovare un ETF sulla Cina che offra non solo potenziale di crescita, ma anche una struttura di costi competitiva, perché è quella a decidere il risultato di lungo periodo.
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Costi ordinari e commissioni di gestione degli ETF
Investire in fondi quotati comporta alcuni costi, fra cui commissioni di gestione e di negoziazione. Le commissioni di gestione di un ETF vanno di norma dallo 0,1 % al 2 % l’anno e sono già incorporate nel prezzo dell’ETF. Si trovano sotto la sigla TER. Il TER (total expense ratio) esprime il costo annuo complessivo di gestione del fondo come percentuale del suo valore. Comprende costi di gestione, amministrativi, di revisione e altri oneri operativi.
Quando si negoziano ETF tramite un broker, di solito si paga anche una commissione di negoziazione. Persino presso i broker cosiddetti senza commissioni esistono costi di cui gli investitori spesso non si accorgono. Pubblicizzano zero commissioni di negoziazione, ma restano voci nascoste: la differenza fra prezzo di acquisto e di vendita, lo spread, può essere più ampia che presso i broker tradizionali. Vanno aggiunte le commissioni di prelievo e di conversione valutaria.
I costi a confronto
Tutti e tre i fondi puntano ad azioni cinesi, ma ciascuno a una fetta diversa, ed è esattamente questo a spiegare la differenza di costo.
| Fondo | Indice replicato | TER |
|---|---|---|
| HSBC MSCI China UCITS ETF | MSCI China | 0,28 % |
| KraneShares CSI China Internet (KWEB) | CSI Overseas China Internet | 0,69 % |
| iShares China Large Cap UCITS ETF | FTSE China 50 | 0,74 % |
Il più economico è HSBC, perché replica un indice ampio dell’intero mercato. I due più cari sono più stretti: KWEB copre solo le società internet, iShares solo le cinquanta maggiori. Con gli ETF un perimetro più stretto si paga quasi sempre.
In tutti e tre compaiono in testa gli stessi nomi, soprattutto Tencent, Alibaba, Meituan e PDD. Cambia però il loro peso: nel ristretto KWEB poche società tecnologiche costituiscono una quota rilevante del fondo, mentre l’ampio MSCI China è meno concentrato.
KWEB, KraneShares CSI China Internet ETF
KWEB replica l’indice CSI Overseas China Internet, che raccoglie società cinesi orientate alla tecnologia. L’indice si basa sulla capitalizzazione di mercato e comprende società negoziate a Hong Kong, sul NASDAQ e al New York Stock Exchange.
KWEB dà accesso alle società internet cinesi che offrono servizi paragonabili a quelli di Google, Facebook o Amazon. Il fondo consente inoltre di beneficiare dei consumi crescenti della classe media cinese.
La commissione annua di questo ETF è fissata allo 0,69 % del capitale investito. È una commissione elevata per gli standard degli ETF e può incidere in modo sensibile sul risultato di lungo periodo, perché costi più alti erodono nel tempo il valore accumulato.
HSBC MSCI China UCITS ETF
Questo ETF replica l’andamento dell’indice azionario MSCI China. Investe in un portafoglio diversificato di azioni di società con sede in Cina o che vi svolgono la loro attività principale. L’obiettivo è dare esposizione alla maggior parte del mercato azionario cinese e riflettere l’andamento dell’MSCI China. L’indice comprende società grandi e medie e copre circa l’85 % della capitalizzazione di mercato delle azioni negoziate sui mercati cinesi.
L’HSBC MSCI China UCITS ETF applica una commissione di gestione annua dello 0,28 %. Si calcola sul valore complessivo dell’investimento e riflette i costi di gestione e funzionamento del fondo. Rispetto ad altri ETF sulla Cina è relativamente bassa.
iShares China Large Cap UCITS ETF
L’iShares China Large Cap UCITS ETF USD è gestito da BlackRock. Il suo obiettivo è seguire l’andamento dell’indice FTSE China 50, che comprende le 50 maggiori società cinesi.
La commissione è dello 0,74 % annuo, il costo annuale di detenzione del fondo. In concreto significa che su ogni 100 dollari investiti la società di gestione preleva 0,74 dollari l’anno. La commissione copre il compenso dei gestori, l’amministrazione, il marketing e le altre spese operative.
Investire con regolarità in ETF cinesi con XTB
I piani di investimento di XTB sono adatti anche agli investitori più piccoli, che partono con importi contenuti e vogliono includere il mercato azionario cinese. XTB offre un’ampia scelta di ETF, con cui seguire indici diversi, compresi quelli focalizzati sulla Cina, oppure puntare su settori e aree geografiche specifiche.
L’investitore può così costruire un portafoglio diversificato senza scegliere ogni strumento separatamente. Per chi guarda al mercato cinese, XTB propone diversi ETF sulla Cina che coprono varie facce di quell’economia, dalla tecnologia ai beni di consumo, fino alla finanza e all’industria.
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Nonostante i vantaggi e i costi contenuti degli ETF, ogni investimento comporta un rischio e la restituzione del capitale investito non è garantita. Conviene valutare con attenzione obiettivo e tolleranza al rischio prima di iniziare.
Conclusione
È evidente che l’HSBC MSCI China UCITS ETF ha la commissione annua più bassa, lo 0,28 %. L’iShares China Large Cap UCITS ETF è più caro, allo 0,74 %, il che rispecchia la sua concentrazione sulle maggiori società cinesi. KWEB, specializzato nel settore internet cinese, costa lo 0,69 %, in linea con il suo orientamento tecnologico e con il rischio e il potenziale che ne derivano.
Il confronto mostra che la scelta dell’ETF giusto non dipende solo dalle commissioni, ma anche dall’obiettivo e dal settore che si preferisce.