Gli Exchange Traded Fund (ETF) si sono affermati negli ultimi anni come strumento efficace per diversificare un portafoglio, perché con un solo titolo negoziabile si entra in interi segmenti di mercato o in singoli settori. Fra i loro pregi principali ci sono costi di norma inferiori a quelli dei fondi comuni tradizionali. Per chi investe conta quindi il livello delle commissioni di gestione, espresso dal costo corrente annuo, in inglese expense ratio.
Un costo corrente più basso incide direttamente sul rendimento, soprattutto nei fondi indicizzati a gestione passiva, la cui strategia si limita a replicare un indice di riferimento. Anche differenze piccole possono, per effetto dell’interesse composto, trasformarsi in uno scarto rilevante sul lungo periodo. Questo testo cerca gli ETF con il costo più basso nelle principali classi di attivo: indici S&P 500 e Nasdaq 100, azioni europee, obbligazioni, materie prime ed energia rinnovabile.
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Gli ETF sull’S&P 500 più economici
Per un’esposizione ampia al mercato azionario statunitense, gli ETF che replicano l’S&P 500 sono la scelta più diffusa. I fondi meno cari sono SPDR Portfolio S&P 500 ETF (SPLG) con costo corrente dello 0,02 %, Vanguard S&P 500 ETF (VOO) e iShares Core S&P 500 ETF (IVV) entrambi allo 0,03 %, e SPDR S&P 500 ETF Trust (SPY) allo 0,0945 %.
VOO e IVV gestiscono molto più patrimonio di SPLG, il che ne migliora la liquidità. SPLG resta comunque abbastanza grande da non creare problemi a un investitore comune.
Lo scarto fra SPLG (0,02 %) e VOO/IVV (0,03 %) è minimo, ma sul lungo periodo può tradursi in una differenza percepibile.
| Simbolo | Nome del fondo | Costo corrente |
|---|---|---|
| SPLG | SPDR Portfolio S&P 500 ETF | 0,02 % |
| VOO | Vanguard S&P 500 ETF | 0,03 % |
| IVV | iShares Core S&P 500 ETF | 0,03 % |
| SPY | SPDR S&P 500 ETF Trust | 0,0945 % |
- Acquistando tramite broker, verificate la disponibilità del fondo e le eventuali commissioni di negoziazione.
- SPY costa di più ma storicamente è il più liquido, il che si adatta a strategie di breve e alle opzioni.
- Per il lungo periodo SPLG è la scelta naturale sul solo criterio del costo.
Gli ETF sul Nasdaq 100 più economici
Per chi guarda al comparto tecnologico, gli ETF sul Nasdaq 100 sono la via principale. Qui Invesco NASDAQ 100 ETF (QQQM) spicca come alternativa più economica al più noto Invesco QQQ Trust (QQQ). QQQ costa 0,18 %, QQQM 0,15 %.
QQQ gestisce molto più patrimonio di QQQM, il che aiuta la liquidità per gli operatori grandi. QQQM è comunque ampiamente sufficiente per un conto ordinario.
Lo scarto di 0,03 punti percentuali fra QQQM e QQQ può diventare un risparmio reale sulla distanza.
| Simbolo | Nome del fondo | Costo corrente |
|---|---|---|
| QQQM | Invesco NASDAQ 100 ETF | 0,15 % |
| QQQ | Invesco QQQ Trust | 0,18 % |
Gli ETF sulle azioni europee più economici
Sulle azioni europee il quadro è più intricato, perché gli indici e i fondi disponibili sui vari mercati sono di più. Per gli investitori statunitensi, Vanguard FTSE Europe ETF (VGK) allo 0,06 % è una buona scelta e replica l’indice FTSE Developed Europe. Altre opzioni a basso costo sono iShares Core MSCI Europe ETF (IEUR) e JPMorgan BetaBuilders Europe ETF (BBEU) allo 0,09 %.
Per gli investitori europei esistono ETF UCITS sull’Euro Stoxx 50 con costi ancora inferiori, per esempio Invesco EURO STOXX 50 UCITS ETF Acc o HSBC EURO STOXX 50 UCITS ETF EUR (Acc), entrambi intorno allo 0,05 %.
| Simbolo | Indice replicato | Costo corrente |
|---|---|---|
| VGK | FTSE Developed Europe | 0,06 % |
| IEUR | MSCI Europe | 0,09 % |
| BBEU | MSCI Europe | 0,09 % |
| UCITS su EURO STOXX 50 | EURO STOXX 50 | 0,05 – 0,09 % |
Gli ETF obbligazionari più economici
Nel comparto obbligazionario, per un’ampia copertura del mercato statunitense le opzioni migliori sono Vanguard Total Bond Market ETF (BND) e iShares Core U.S. Aggregate Bond ETF (AGG), entrambe allo 0,03 %. Stesso costo per Schwab U.S. Aggregate Bond ETF (SCHZ) e iShares Core Total USD Bond Market ETF (IUSB). Vanguard offre inoltre diversi ETF obbligazionari specializzati allo stesso livello, su profili di duration differenti.
BND e AGG uniscono costi molto bassi a masse enormi, il che conferma popolarità e liquidità.
| Simbolo | Segmento obbligazionario | Costo corrente |
|---|---|---|
| BND | Mercato obbligazionario totale | 0,03 % |
| AGG | Mercato obbligazionario totale | 0,03 % |
| SCHZ | Mercato obbligazionario totale | 0,03 % |
| IUSB | Mercato obbligazionario totale | 0,03 % |
| BSV | Obbligazioni a breve | 0,03 % |
| BIV | Obbligazioni a medio | 0,03 % |
| BLV | Obbligazioni a lungo | 0,03 % |
Gli ETF sulle materie prime più economici
Fra gli ETF sulle materie prime, abrdn Bloomberg All Commodity Strategy K-1 Free ETF (BCI) allo 0,26 % offre un’esposizione ampia a costo relativamente contenuto. Per l’oro in particolare, gli ETF a replica fisica iShares Gold Trust Micro (IAUM) e SPDR Gold MiniShares Trust (GLDM) costano 0,09 % e 0,10 %.
IAUM è la via più economica all’oro, ma GLD e IAU gestiscono masse ben più grandi, il che può significare maggiore liquidità per gli investitori più grandi.
| Simbolo | Esposizione | Costo corrente |
|---|---|---|
| IAUM | Oro | 0,09 % |
| GLDM | Oro | 0,10 % |
| BCI | Paniere ampio | 0,26 % |
| PDBC | Paniere ampio | 0,59 % |
Gli ETF sull’energia rinnovabile più economici
Il costo corrente degli ETF sull’energia rinnovabile è di norma superiore a quello dei grandi ETF indicizzati. L’opzione relativamente economica del segmento è iShares Global Clean Energy ETF (ICLN), fra lo 0,41 % e lo 0,46 %. Per confronto, ETF energetici più ampi come XLE e VDE costano molto meno, ma non sono specializzati sulle rinnovabili.
| Simbolo | Focus | Costo corrente |
|---|---|---|
| ICLN | Energia pulita globale | 0,41 – 0,46 % |
| QCLN | Energia pulita negli USA | 0,59 % |
| XLE | Settore energetico ampio | 0,08 % |
| VDE | Settore energetico ampio | 0,09 % |
L’effetto delle commissioni sul rendimento nel lungo periodo
Un costo corrente più basso incide direttamente sul risultato, soprattutto su un ETF passivo. Anche differenze piccole possono, per l’interesse composto, diventare uno scarto rilevante nel valore finale su dieci o vent’anni.
L’esempio che segue mostra come costi correnti annui diversi incidano sull’esito di un investimento in un’unica soluzione lungo 30 anni. Le ipotesi:
- Durata dell’investimento: 30 anni
- Rendimento lordo medio annuo prima delle commissioni: 7 %
- Costo corrente annuo: 0,02 %, 0,09 % e 0,5 %
Esempio teorico, effetto del costo corrente sul risultato dell’investimento
Nel caso più economico (0,02 % annuo) l’investimento si moltiplica di circa 7,57 volte in 30 anni con un rendimento annuo del 7 %. Allo 0,09 % annuo sono 7,42 volte, e nel caso più caro (0,5 % annuo) solo 6,61 volte. Il valore finale è quindi inferiore di circa dodici per cento rispetto a una commissione dello 0,02 %.
Come interagiscono interesse composto e costi
L’interesse composto fa sì che i guadagni di un anno continuino a lavorare negli anni successivi. Ogni anno, però, anche una piccola commissione taglia una fetta di rendimento che non potrà più capitalizzarsi. L’effetto delle commissioni si somma e si moltiplica nel tempo, e una differenza apparentemente minima nel costo annuo può portare a un portafoglio finale sensibilmente diverso.
Nel grafico si vede che i tre casi crescono all’inizio in modo simile, poi le curve si separano. Lo scarto diventa evidente soprattutto negli anni finali.
Conclusione
Nella categoria S&P 500 dominano SPLG, VOO e IVV, con SPLG il più economico allo 0,02 %. Sul Nasdaq 100, QQQM (0,15 %) batte sui costi il più noto QQQ (0,18 %). Sulle azioni europee spicca VGK (0,06 %), mentre gli investitori europei possono ricorrere agli ETF UCITS sull’Euro Stoxx 50.
Il costo corrente più basso in ogni categoria
Nel comparto obbligazionario le opzioni più efficienti sono BND, AGG, SCHZ e IUSB, tutte allo 0,03 %. Sulle materie prime, IAUM (0,09 %) e GLDM (0,10 %) danno l’esposizione all’oro più economica, mentre BCI (0,26 %) offre un paniere più ampio. Sull’energia pulita, ICLN è la scelta relativamente contenuta.
Scegliere un ETF, però, richiede più del solo costo corrente. Tracking error, liquidità del fondo, dimensione, metodologia dell’indice replicato e obiettivi personali entrano tutti nella decisione.
A che cosa fare attenzione
- Liquidità: i fondi con masse maggiori, tipicamente VOO o IVV, si scambiano più facilmente e con spread più stretti.
- Accessibilità: alcuni ETF, in particolare quelli UCITS, sono più raggiungibili per un investitore europeo, talvolta però con commissioni più alte a seconda del broker.
- Fiscalità: sugli ETF in materie prime, attenzione alla tassazione della plusvalenza per i fondi a replica fisica.