FinecoBank stima per luglio 2026 una raccolta netta — il saldo tra i capitali che i clienti versano e quelli che ritirano — di circa 1,7 miliardi di euro, in crescita di circa il 40% rispetto allo stesso mese del 2025: un record mensile secondo le stime della banca, comunicate il 30 luglio insieme ai conti del primo semestre, chiuso con un utile netto di 340,4 milioni (+7,1%).
Le cifre arrivano dalla presentazione dei risultati diffusa dalla stessa banca, guidata dall’amministratore delegato Alessandro Foti, che precisa: i numeri di luglio sono stime elaborate prima della chiusura del mese. Nel dettaglio, il mese vedrebbe circa 1,7 miliardi di risparmio amministrato (titoli che il cliente gestisce in autonomia) e circa 0,4 miliardi di gestito (fondi e soluzioni gestite per conto del cliente), con depositi in calo di circa 0,3 miliardi; i ricavi da brokerage sono indicati intorno ai 23 milioni (+20% circa), i nuovi clienti attorno a 21.000 (+40% circa). Dietro il balzo, spiega la banca, c’è soprattutto il trading: i clienti hanno comprato sui ribassi dei mercati.
Il semestre va nella stessa direzione: raccolta netta a 8,9 miliardi (+34,8%), ricavi a 713,8 milioni (+10,8%) con tutte le aree in crescita, 125.594 nuovi clienti (+25,9%). Su queste basi il gruppo, broker quotato a Piazza Affari, ha alzato la guidance 2026 e gli obiettivi del piano al 2029, senza però dettagliare i nuovi parametri.
Per chi ha il titolo in portafoglio, l’indicazione più diretta è arrivata da Foti nella call con gli analisti: «Non siamo una dividend stock, siamo una storia di crescita». Un messaggio che pesa soprattutto per chi valuta l’azione in ottica di cedola; Foti ha aggiunto che il consolidamento in corso nel sistema bancario italiano aumenta, a suo dire, la probabilità che Fineco resti sostanzialmente sola a cogliere questa opportunità. I numeri definitivi di luglio arriveranno, come di consueto, con il report mensile di inizio agosto.