Borsa di Varsavia (GPW) e gli indici WIG

Martin Krpenský Verificato dalla redazione
Pubblicato 7 min di lettura
Panorama di Varsavia con il Palazzo della Cultura al tramonto, vista da un ufficio
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La prima seduta della Borsa di Varsavia si è tenuta il 16 aprile 1991. Si negoziavano cinque imprese statali privatizzate, sul parquet stavano sette agenti di borsa, arrivarono 112 ordini e in tutta la giornata si scambiarono titoli per 1 990 zloty — allora circa duemila dollari.

Oggi sul mercato principale ci sono 403 società e nel solo luglio 2026 vi sono passate azioni per 58 miliardi di zloty. Grosso modo il doppio di quanto la borsa di Praga muove in un anno intero.

Da cinque imprese al mercato più grande della regione

L’atto costitutivo fu firmato dai ministri della privatizzazione e delle finanze il 12 aprile 1991 e quattro giorni dopo iniziarono gli scambi. La borsa ebbe fin dall’inizio due ruoli insieme: essere un mercato e allo stesso tempo uno strumento di privatizzazione. Le società che vi arrivavano appartenevano allo Stato e il collocamento era il modo di passarle in mani private.

A cavallo del millennio la borsa si trasferì nella propria sede in via Książęca, nel centro di Varsavia, dove sta ancora oggi. E il 9 novembre 2010 fece una cosa che la maggior parte delle borse non fa: si quotò sul proprio mercato. Da allora le sue azioni si scambiano con il codice GPW e fanno parte dell’indice mWIG40.

Quanto è grande davvero la GPW

Sulla capitalizzazione della borsa di Varsavia è facile sbagliarsi, perché di norma circolano due cifre diverse. Le società polacche del mercato principale valevano al 14 agosto 2026 complessivamente 1 420 miliardi di zloty. Aggiungendo gli emittenti esteri si arriva a 3 037 miliardi. Le società straniere sono quindi più della metà del totale.

Nella regione la GPW non ha concorrenti. La borsa di Vienna, nei suoi segmenti domestici, si aggirava sui 96 miliardi di euro. Le società polacche quotate alla GPW ne valgono, in cambio, 329 miliardi: il triplo.

La seduta media alla GPW nel 2026 supera i 2,5 miliardi di zloty. Per confronto: nel 2015 era sotto il miliardo e nel 2020 intorno a 1,2 miliardi. Negli ultimi dieci anni il mercato polacco ha triplicato i controvalori.

Gli indici che misurano il mercato polacco

Di indici la borsa di Varsavia ne ha parecchi, ma due si confondono più spesso.

Il WIG è il più antico. Si calcola dal giorno della prima seduta, cioè dal 16 aprile 1991, quando partì da mille punti. Comprende praticamente tutto il mercato principale ed è un indice total return: oltre al movimento dei corsi conteggia anche i dividendi e i proventi dei diritti di opzione. I pesi si calcolano sul flottante, non sul valore complessivo della società, e hanno dei tetti: una singola azienda al massimo il dieci per cento, un singolo settore al massimo il trenta.

Il WIG20 è più giovane, si calcola dal 16 aprile 1994 e segue le venti società più grandi e più liquide del mercato principale. A differenza del WIG è un indice di prezzo, i dividendi non vi entrano. È anche il sottostante dei derivati di borsa: futures e opzioni sul WIG20 sono tra gli strumenti più scambiati alla GPW.

Chi confronta la performance di lungo periodo del mercato polacco con quello americano usando il WIG20 confronta mele con pere: per gli indici americani si cita di norma il rendimento dividendi inclusi, per il WIG20 no. Esiste per questo il WIG20TR, che i dividendi li conteggia e viene calcolato da dicembre 2012 con ricostruzione retroattiva fino al 2004.

Il resto del mercato è coperto dal mWIG40, con quaranta società di media dimensione, e dallo sWIG80, con ottanta società minori. Entrambi sono indici di prezzo costruiti in modo da non sovrapporsi: una società del WIG20 nel mWIG40 non può stare.

Il massimo del 2007 superato dal WIG20 solo quest’anno

Grafico dell’indice WIG20 dal 1995 a oggi L’indice WIG20 dal 1995. Tra il massimo del 2007 e il nuovo record passano diciannove anni.

A metà del 2007 il WIG20 salì quasi a 3 900 punti, poi arrivò la crisi finanziaria e l’indice perse più della metà. I quindici anni successivi li passò dentro una fascia da cui non riusciva a uscire, e nel 2022 era di nuovo sui livelli di fine anni Novanta. Sopra il massimo del 2007 è arrivato solo nell’estate 2026.

Decidere di comprare azioni polacche non equivale quindi a scommettere su una crescita continua della regione.

Le società che definiscono il mercato

La struttura della GPW è diversa da quella di Praga. Accanto alle banche e all’energia, che formano la spina dorsale di entrambi i mercati, qui ci sono un grande studio di videogiochi e una distribuzione al dettaglio in rapida crescita: cose che Praga non ha.

SocietàPrezzoVariazioneVariazione %Capitalizz.
Powszechna Kasa Oszczednosci Bank Polski111,08 PLN+1,66 PLN+1,52 %138,85 mld. PLN
ORLEN152,20 PLN+1,16 PLN+0,77 %176,70 mld. PLN
Powszechny Zaklad Ubezpieczen72,90 PLN+0,76 PLN+1,05 %62,95 mld. PLN
Bank Polska Kasa Opieki259,20 PLN+4,20 PLN+1,65 %68,03 mld. PLN
Dino Polska32,41 PLN-0,30 PLN−0,92 %31,77 mld. PLN
LPP21 820,00 PLN+200,00 PLN+0,93 %40,56 mld. PLN
KGHM Polska Miedz352,50 PLN-3,30 PLN−0,93 %70,50 mld. PLN
PGE Polska Grupa Energetyczna10,79 PLN-0,16 PLN−1,46 %24,21 mld. PLN
CD PROJEKT263,10 PLN+1,90 PLN+0,73 %26,29 mld. PLN
Asseco Poland227,30 PLN+2,60 PLN+1,16 %18,30 mld. PLN
Tauron Polska Energia8,89 PLN-0,11 PLN−1,22 %15,58 mld. PLN
Budimex732,20 PLN+3,20 PLN+0,44 %18,69 mld. PLN
Alior Bank131,95 PLN+0,95 PLN+0,73 %17,23 mld. PLN
Enea20,30 PLN-0,18 PLN−0,88 %10,75 mld. PLN
Cyfrowy Polsat17,27 PLN-0,21 PLN−1,20 %9,51 mld. PLN
Kruk433,00 PLN+0,80 PLN+0,19 %8,46 mld. PLN
Globe Trade Centre2,40 PLN+0,10 PLN+4,35 %1,38 mld. PLN

Quotazioni indicative e differite.

Quotazioni dalla Borsa di Varsavia, caricate in tempo reale.

Il peso maggiore nell’indice WIG20 ce l’hanno due società: PKO Bank Polski (codice PKO), la maggiore banca polacca, e Orlen (PKN), il gruppo petrolchimico ed energetico che oltre alle raffinerie possiede anche una rete di stazioni di servizio in Repubblica Ceca. Sono entrambe così grandi che la borsa ne limita il peso nell’indice al quindici per cento.

Dietro di loro ci sono Bank Pekao (PEO) e l’assicuratore PZU, altri due titoli in cui lo Stato detiene una quota rilevante. Questa struttura proprietaria è tipica della Polonia ed è bene metterla in conto, perché nelle società con lo Stato alle spalle pesa anche la politica, per esempio quando si decide il dividendo.

Tra le società private ci sono CD Projekt (CDR), lo studio di The Witcher e Cyberpunk, l’abbigliamento LPP con i marchi Reserved e Sinsay, la catena Dino Polska (DNP) e il produttore di rame KGHM (KGH).

Come comprare azioni della Borsa di Varsavia

Non tutti i broker danno accesso alla GPW. Tra quelli che seguiamo, l’accesso documentato ce l’ha XTB: è una società polacca con sede a Varsavia, vigilata dal regolatore locale, e le azioni polacche figurano tra i mercati che offre.

Una particolarità c’è: l’accesso ai titoli polacchi presso XTB va attivato a parte. Il cliente firma un documento per l’abilitazione alle azioni polacche e lo invia all’assistenza. Non è a pagamento, ma dopo tre mesi di inattività l’accesso viene bloccato automaticamente.

L’acquisto in sé è poi senza commissione fino a un controvalore mensile di 100 000 euro; oltre la soglia costa lo 0,2 % con un minimo di 10 euro. I conti d’investimento XTB sono tenuti in euro e in dollari, ma le azioni alla GPW sono quotate in zloty. La conversione la pagate quindi a ogni operazione e XTB per essa applica lo 0,5 % sul proprio cambio.

Accanto alle azioni vere e proprie i broker offrono anche CFD sui titoli polacchi. È un’altra cosa: un derivato a leva con cui non possedete l’azione e non ricevete il dividendo. Se volete tenere in portafoglio società polacche, deve trattarsi dell’acquisto di un’azione reale.

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Investire comporta dei rischi. Investi responsabilmente.

A cosa fare attenzione

La valuta. Se l’euro si rafforza contro lo zloty, vi toglie rendimento anche nel caso in cui l’azione salga da sola. Le regole di borsa ammettono in teoria anche un’altra valuta liberamente convertibile e sul mercato obbligazionario Catalyst si scambia realmente in euro, ma per le azioni oggi lo zloty è l’unica possibilità.

La liquidità fuori dalle blue chip. Sui venti titoli maggiori la negoziazione è fluida, ma più ci si allontana dal WIG20 più il mercato si assottiglia. Sulle società minori la differenza tra prezzo di acquisto e di vendita sa costare più della commissione.

Quanta parte del rendimento se la prendono i costi. Come sommare conversione, commissione e costo del prodotto stesso lo spiega l’articolo sui costi di detenzione di fondi ed ETF.

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